La decisione di Alessandro Romano di scegliere la nazionale italiana ha provocato la reazione della federazione svizzera. Il direttore delle nazionali rossocrociate, Pierluigi Tami, ha espresso la posizione della federazione in un’intervista a RSI, delineando gli sforzi compiuti per il centrocampista del Cagliari e le possibili conseguenze economiche della sua scelta.
L’impegno sportivo per il giocatore
Tami ha ricostruito il percorso del giocatore all’interno delle selezioni elvetiche. Romano ha collezionato 34 presenze nelle nazionali giovanili, indossando anche la fascia di capitano. Lo stesso commissario tecnico della nazionale maggiore, Murat Yakin, si era mosso per osservarlo dal vivo. “Crediamo di aver fatto tutto”, ha affermato Tami, chiarendo la filosofia della sua federazione: “Non siamo un club che può comprare i giocatori. La maglia della nazionale deve essere voluta”. Il direttore ha comunque riconosciuto la correttezza di Romano, che ha definito la sua una “scelta di cuore”, mostrando rispetto per il percorso fatto in Svizzera.
L’ipotesi del risarcimento economico
La questione si sposta sul piano economico a causa del progetto “Footuro”, un’iniziativa federale per sostenere la crescita dei talenti a cui Romano e la sua famiglia avevano aderito. L’investimento sul giocatore è stato stimato tra i 100 e i 150 mila franchi svizzeri. Tami ha spiegato che l’accordo sottoscritto conteneva una clausola pensata per garantire la serietà dei partecipanti, che prevedeva un eventuale rimborso parziale dell’investimento. Pur ammettendo che non è giuridicamente possibile vincolare atleti con doppio passaporto, ha lasciato aperta la porta a una richiesta formale. Alla domanda se chiederanno indietro i soldi, ha risposto: “Non è un mio tema, ma se uno firma un accordo a livello giuridico si impegna a rispettare quanto scritto e firmato”.




