Arrivano aggiornamenti incoraggianti sulle condizioni di Yael Trepy. Il giovane attaccante del Cagliari, ricoverato nella Terapia Intensiva Emergenza Urgenza dell’ospedale Santissima Annunziata di Sassari, ha mostrato un netto miglioramento e il quadro clinico è ora considerato soddisfacente e fuori pericolo.
A fare il punto è stata l’Azienda ospedaliero universitaria di Sassari durante una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il direttore generale Serafinangelo Ponti e la direttrice della Terapia intensiva emergenza urgenza Stefania Milia. Presenti anche il presidente del Cagliari Tommaso Giulini, il direttore sportivo Pietro Accardi e l’allenatore Fabio Pisacane.
Il soccorso decisivo e il miglioramento
Ponti ha sottolineato il ruolo fondamentale svolto dai soccorritori dell’Areus, intervenuti rapidamente grazie alla vicinanza della base di Olbia. Al momento dell’arrivo dei soccorsi, Trepy presentava una grave difficoltà respiratoria provocata dalla copiosa presenza di acqua ed è stato necessario procedere all’intubazione.
Durante gli accertamenti, i medici non hanno rilevato la presenza di altre sostanze. Le condizioni sono poi migliorate rapidamente, fino a permettere il risveglio e l’estubazione del calciatore.
Nessuna criticità neurologica
L’aspetto più importante emerso dalla conferenza riguarda proprio le condizioni neurologiche. Trepy non presenta criticità di questo tipo e respira autonomamente.
«Abbiamo potuto svegliarlo e rilevare assenza di criticità neurologiche», ha spiegato Ponti, aggiungendo che il ragazzo «respira bene». Una volta completato il monitoraggio in terapia intensiva, l’obiettivo sarà trasferirlo in un reparto più adatto alle sue condizioni.
Anche sul piano della degenza le prospettive appaiono positive. Se l’evoluzione continuerà senza complicazioni, dall’ospedale non si aspettano un ricovero particolarmente lungo.
Il momento del risveglio
Ponti ha raccontato anche un particolare del momento in cui Trepy è stato svegliato dopo l’estubazione. Il primo intervento del giovane è stato quasi sorprendente per la semplicità: ha corretto il direttore generale sulla pronuncia del proprio nome.
La madre ha potuto raggiungerlo circa un’ora dopo l’estubazione. Un momento che ha accompagnato un’evoluzione clinica giudicata molto soddisfacente dall’equipe medica.
Per ora, dunque, la priorità resta il completo recupero. Le eventuali valutazioni legate al ritorno all’attività sportiva saranno affrontate successivamente dagli specialisti competenti.




