Il Cagliari convince sul piano dei risultati, ma una statistica evidenzia un aspetto su cui Fabio Pisacane può ancora lavorare. La squadra rossoblù è infatti ultima in Serie A per numero di palloni giocati nell’area di rigore avversaria. Un dato che racconta una parte del rendimento offensivo e apre una riflessione sulle modalità con cui la formazione sarda riesce a costruire le proprie occasioni.
Cagliari ultimo per palloni giocati in area
Secondo i numeri riportati da La Stampa, il Cagliari registra una media di 11,5 palloni toccati nei sedici metri avversari ogni 90 minuti. Si tratta del dato più basso tra le squadre del campionato. Alle spalle dei rossoblù, in questa particolare graduatoria, si trova il Torino, con una media di 12,3.
La distanza tra le due formazioni è contenuta, ma il dato mette in evidenza una caratteristica del gioco della squadra di Pisacane: la presenza negli ultimi metri non è ancora costante quanto quella delle altre concorrenti. Raggiungere con maggiore frequenza l’area avversaria potrebbe rappresentare una delle possibili strade per rendere più incisiva la manovra.
Risultati e produzione offensiva, due aspetti da distinguere
La statistica, da sola, non basta per giudicare l’efficacia dell’attacco rossoblù. Il numero di palloni giocati in area misura la frequenza con cui una squadra riesce a raggiungere una determinata zona del campo, ma non racconta necessariamente la qualità delle occasioni create, la precisione delle conclusioni o la capacità di sfruttare gli errori avversari.
Per questo motivo, il dato va letto insieme ai risultati e alle altre statistiche offensive. Non dimostra automaticamente che il Cagliari produca poche occasioni da gol, né consente di attribuire a Pisacane una precisa scelta tattica senza ulteriori elementi.
La sfida di Pisacane per alzare la pericolosità
Per il Cagliari, il margine di miglioramento può passare anche dalla capacità di accompagnare con più continuità le azioni offensive e di portare uomini negli ultimi sedici metri. Aumentare la presenza in area, tuttavia, non è sufficiente se non viene accompagnato da lucidità nelle scelte e precisione nell’ultimo passaggio.
Il dato consegna quindi a Pisacane un’indicazione da monitorare nel corso della stagione. I risultati rappresentano una parte fondamentale del percorso rossoblù, ma la capacità di rendersi pericolosi con maggiore frequenza potrebbe diventare un ulteriore fattore per dare continuità al rendimento della squadra.




