Una vittoria per 4-1 ricca di episodi controversi e giocate spettacolari segnò la sfida del 26 settembre 1993 tra Cagliari e Lazio. La partita, valida per la sesta giornata di Serie A, fu caratterizzata da un arbitraggio contestato, un gol fantasma e la reazione rabbiosa del tecnico biancoceleste Dino Zoff, ma si rivelò anche un trampolino di lancio per la storica cavalcata europea dei rossoblù.
Una gara decisa dagli episodi
La squadra di Bruno Giorgi, subentrato a Gigi Radice dopo un avvio difficile, affrontava una Lazio ambiziosa ma in crisi di risultati. Dopo un inizio favorevole agli ospiti, il Cagliari prese il controllo del gioco. Al 32′ un fallo su Herrera portò al rigore trasformato da Matteoli. La reazione della Lazio fu immediata, con Cravero che pareggiò, sempre dal dischetto, quattro minuti dopo. A cambiare l’inerzia della partita fu una prodezza di Cappioli, che al 43′ con un tiro al volo in controbalzo riportò in vantaggio i sardi prima dell’intervallo.
Le polemiche e il gol fantasma
Nella ripresa la Lazio cercò il pareggio, ma si scontrò con le parate del portiere rossoblù Fiori. L’episodio chiave arrivò al 67′. Dopo l’espulsione di Cravero per proteste, Dely Valdes finalizzò un contropiede per il 3-1. La squadra ospite contestò a lungo la rete, sostenendo che il pallone non avesse superato completamente la linea di porta. Le proteste portarono a una sospensione di un mese per l’arbitro Cardona. Nel finale, con la Lazio ormai fuori partita, Oliveira fissò il punteggio sul definitivo 4-1 all’89’.
L’ombra di Scopigno e la spinta europea
La giornata fu segnata anche da un evento esterno al campo. Il giorno precedente era scomparso Manlio Scopigno, l’allenatore dello Scudetto del 1970. La società fu criticata per non aver commemorato adeguatamente la sua figura durante l’incontro. Nonostante un campionato in cui la salvezza arrivò solo all’ultima giornata, quella vittoria diede al Cagliari la fiducia necessaria per affrontare il percorso in Coppa UEFA, dove la squadra raggiunse una memorabile semifinale.




