Stadio, l'odissea di Giulini: "Banche bloccate". Ma Cagliari spera in Euro 2032
Home > Società Cagliari Calcio > Vecchie Glorie Cagliari Calcio > Stadio, l’odissea di Giulini: “Banche bloccate”. Ma Cagliari spera in Euro 2032

Stadio, l’odissea di Giulini: “Banche bloccate”. Ma Cagliari spera in Euro 2032

Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, denuncia le difficoltà per il nuovo stadio, tra burocrazia e banche bloccate. Ma la candidatura per Euro 2032 tiene viva la speranza per il Gigi Riva.

Un’odissea burocratica e finanziaria lunga oltre dieci anni. Così Tommaso Giulini, presidente del Cagliari, ha definito il percorso per la realizzazione del nuovo stadio della città. Intervenuto al panel “Il futuro degli stadi italiani” durante il Festival della Serie A di Parma, sullo sfondo della candidatura italiana per Euro 2032, ha ripercorso le tappe di un progetto che ha messo a dura prova la società rossoblù, a partire da una situazione in cui la squadra non aveva una casa.

Quattordici progetti per un’autorizzazione

Il racconto di Giulini parte da una condizione di emergenza, con il Cagliari costretto a giocare tra Trieste e Tempio. La costruzione dell’Unipol Domus, un impianto provvisorio da 16.000 posti, fu una soluzione rapida ottenuta in pochi mesi grazie alla collaborazione con il sindaco di Cagliari. “Quella era la speranza per arrivare a breve a costruire lo stadio Gigi Riva”, ha spiegato il presidente. Da quel momento, però, è iniziato un calvario. “Ci siamo imbattuti, nei successivi dieci anni, nella commissione provinciale di vigilanza, che con i suoi 14 enti ci ha fatto cambiare 14 volte il progetto”. Una volta ottenuta l’autorizzazione, si è aperta una nuova fase critica, quella economico-finanziaria. A questo proposito, Giulini ha sottolineato come le difficoltà non siano solo burocratiche, ma anche legate al sistema creditizio: “Le grandi banche italiane, come Unicredit e Intesa non sono in grado di finanziare stadi nel nostro Paese con un quadro così incerto”.

Il modello francese non è replicabile

Giulini ha poi confrontato la situazione italiana con quella francese in vista di Euro 2016. All’epoca, la Francia si trovò con stadi obsoleti, simile allo scenario attuale in Italia. “Lo Stato francese decise di intervenire versando in totale un miliardo di euro”, ha fatto notare, specificando come solo due stadi furono ricostruiti con capitali interamente privati. La maggior parte degli interventi vide un forte sostegno pubblico. Una strada che, secondo il presidente del Cagliari, non è percorribile oggi in Italia, dove l’onere ricade quasi interamente sui club. “Credo che oggi in Italia, nonostante dobbiamo fare solo cinque stadi e ne abbiamo solo uno, Torino, in regola, non abbiamo possibilità di ripetere la storia francese”, ha concluso Giulini.

La speranza Euro 2032 e la corsa per un posto

Nonostante le difficoltà, una luce per il progetto del nuovo stadio Gigi Riva arriva dalla candidatura italiana per gli Europei del 2032. Durante lo stesso evento a Parma, il commissario straordinario per gli stadi, Massimo Sessa, si è detto ottimista sulla riuscita del dossier, con una scadenza decisiva a ottobre per la comunicazione alla Uefa. Cagliari è in lizza per diventare una delle cinque sedi italiane, contendendosi l’ultimo posto disponibile con Napoli e Palermo, dopo le quasi certe nomine di Roma, Milano, Torino e Firenze. Un report di Banca Ifis presentato durante l’incontro ha inoltre evidenziato come l’ammodernamento degli impianti potrebbe generare un indotto di 1,3 miliardi di euro, colmando il divario con le altre leghe europee.