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Stadio del Cagliari, il canone da 50mila euro accende lo scontro con il Comune

Resta alta la tensione sul nuovo stadio del Cagliari. Il Comune contesta il canone da 50mila euro e la gestione dei parcheggi. Il Pef del club, presentato a dicembre, non è ancora stato discusso.

Il dialogo tra il Cagliari Calcio e il Comune sul nuovo stadio si concentra su due nodi principali: il canone di concessione e la gestione dei parcheggi. La proposta del club, contenuta nel Piano economico finanziario depositato il 18 dicembre, non convince l’amministrazione. Resta alta la tensione, con la visita del delegato Uefa Michele Uva fissata per il primo aprile nell’ambito della candidatura a Euro 2032.

Canone esiguo e parcheggi contesi

Il Comune non ci sta. La proposta di un canone di concessione da 50mila euro annui è stata giudicata troppo esigua dagli uffici comunali, pur comprendendone la funzione nella sostenibilità del piano. Altro punto di scontro riguarda la gestione dei parcheggi, che nel piano originale avrebbe garantito al club entrate per circa 1,5 milioni di euro all’anno. Una richiesta respinta. L’assessore allo Sport, Giuseppe Macciotta, ha confermato che la società dovrà presentare una versione rivista del Pef senza la gestione privata delle aree di sosta, contestata sia sul piano normativo sia su quello pratico.

Pef in analisi e il nodo ipoteca

Il tempo diventa un fattore. Il Pef attende da tre mesi di essere discusso in Consiglio comunale, un ritardo che l’assessore Macciotta attribuisce alla necessità di un’analisi approfondita per presentare un documento già emendato con la società. Nessuna mancanza di trasparenza, secondo il Comune. Una notizia positiva arriva sul fronte delle garanzie finanziarie, tema che aveva creato forti preoccupazioni. Il club ha eliminato dal piano ogni riferimento a un’ipoteca sull’impianto in caso di default, scongiurando il rischio di un subentro dei finanziatori. Il percorso verso Euro 2032 osserva con attenzione.