A Cagliari il nome di Mario Brkljača è sinonimo di mistero. Arrivato come centrocampista di sostanza nel 2009, è svanito senza lasciare traccia in campo, diventando una vera e propria meteora. La sua storia, però, dimostra come un flop sul terreno di gioco non precluda una carriera di successo dietro la scrivania.
Un oggetto misterioso in mezzo al campo
Giunto in Sardegna dall’Hajduk Spalato, il centrocampista croato classe 1985 prometteva di aggiungere solidità alla mediana, ma la realtà fu ben diversa. Una serie di infortuni, infatti, chiuse la sua avventura cagliaritana con un bilancio impietoso: zero presenze nella stagione 2009-2010. Brkljača divenne così un “oggetto misterioso”, un nome sulla lista della rosa che non trovò mai modo di materializzarsi sul prato verde. Dopo solo un anno, le strade tra lui e il Cagliari si separarono.
Una seconda vita dietro la scrivania
Lontano dai riflettori del calcio giocato, abbandonato nel 2016 dopo un’esperienza in Slovenia con il Krka, Brkljača ha saputo reinventarsi. Ha intrapreso un percorso dirigenziale che lo ha visto crescere costantemente: prima responsabile scouting per il suo ex club, l’Hajduk Spalato (2018-2019), e poi direttore sportivo. In questo ruolo ha lavorato per l’HNK Gorica (2022-2024) e l’HNK Šibenik (2024-2025), per poi passare agli austriaci dell’Austria Klagenfurt a inizio stagione 2025-26. L’incarico si è concluso con una risoluzione consensuale il 19 gennaio 2026, ma la sua carriera dietro la scrivania è in piena evoluzione.




