Acquafresca incorona Pisacane: "Ha la mia fiducia, un vantaggio allenare gli ex compagni"
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Acquafresca: “Cagliari in lotta per la salvezza? Sono sorpreso, 11 punti erano tanti…”

Robert Acquafresca commenta il calo del Cagliari: “Non pensavo potesse essere risucchiato in zona salvezza”.

Robert Acquafresca è sorpreso. L’ex attaccante non si aspettava di vedere il Cagliari risucchiato nella lotta per la salvezza, soprattutto dopo aver accumulato un vantaggio consistente. In un’intervista a TMW Radio ha analizzato la situazione della squadra e offerto una visione più ampia sul futuro del calcio italiano, partendo dalla gestione dei giovani e dal numero di stranieri in campionato.

“Undici punti erano tanti”

Il calo del Cagliari ha colto di sorpresa l’ex centravanti: “Non pensavo potesse essere risucchiato in zona salvezza, perché 11 punti di vantaggio erano tanti”, ha dichiarato Acquafresca. Secondo la sua analisi, nel corso di un campionato gli equilibri tendono a ristabilirsi, con episodi favorevoli e sfavorevoli che si compensano. Per questo, l’attenzione deve restare massima. Le sfide contro Sassuolo e Cremonese diventano decisive per il destino della squadra. Ampliando lo sguardo sulla zona calda della classifica, Acquafresca ha espresso un giudizio netto: “La Fiorentina la vedo leggermente superiore rispetto a Lecce e Cremonese”. La permanenza in Serie A, secondo lui, sarà una questione che riguarderà le altre due contendenti, con una previsione chiara: “Sarà una lotta tra queste ultime due squadre per restare in A”.

Meno stranieri, più meritocrazia

L’analisi di Acquafresca si estende oltre la singola partita. Per l’ex attaccante serve un cambiamento che parta dalle fondamenta: “C’è bisogno di un cambiamento a partire dai settori giovanili per creare qualcosa per il futuro”, ha affermato, chiedendo un ritorno alla “meritocrazia che purtroppo è andata via via perdendosi”. La sua proposta non è una riduzione delle squadre del campionato. La soluzione è un’altra: “Bisogna ridurre il numero degli stranieri”, ha spiegato, pur accogliendo la loro presenza. L’obiettivo è dare ai talenti italiani il tempo necessario per crescere: “Lo straniero è ben accetto ovviamente però il numero deve essere limitato per non penalizzare i nostri ragazzi che magari hanno necessità di essere aspettati prima di venire fuori”. Il suo pensiero va anche alla panchina della Nazionale: “Mi dispiace molto per Gattuso perché aveva tanto da dare e ha tanto da dare”.