Otto gol subiti nel primo quarto d’ora. È questo il dato che fotografa le difficoltà del Cagliari in avvio di partita, una vulnerabilità che proietta un’ombra sulla prossima sfida contro la Cremonese. Anche i grigiorossi, infatti, condividono lo stesso problema, ma con numeri ancora più negativi: ben 11 reti incassate nei primi 20 minuti di gioco. La partita si preannuncia così come un confronto diretto tra due squadre che faticano a entrare in partita con la giusta concentrazione.
Un problema condiviso
La fragilità della Cremonese è un copione che si ripete. L’ultimo esempio è arrivato contro il Bologna, con due gol subiti nei primi 15 minuti che hanno indirizzato l’esito dell’incontro. Gli avversari sembrano aver individuato questo punto debole e tendono ad aggredire la squadra di Stroppa fin dal fischio d’inizio per capitalizzare le sue difficoltà iniziali. Una volta in svantaggio, la reazione della squadra lombarda appare spesso tardiva e inefficace, complicando la sua corsa per la salvezza. In questo scenario, la sfida contro il Cagliari assume contorni particolari. Si affronteranno due formazioni con una tendenza a concedere gol nei primi minuti, rendendo l’avvio di gara imprevedibile e potenzialmente decisivo.
Riflessioni per il futuro
Questa tendenza a iniziare le partite in salita potrebbe spingere la dirigenza del Cagliari a fare delle valutazioni. Con una difesa che può contare su giocatori come Alberto Dossena e Yerry Mina, la questione sembra essere più mentale e di approccio che puramente tecnica. Il tecnico Fabio Pisacane dovrà lavorare per trovare una soluzione interna. Tuttavia, se il problema dovesse persistere, non è escluso che il presidente Tommaso Giulini possa considerare un intervento sul mercato per aggiungere un elemento di leadership o concentrazione al reparto arretrato. La partita contro la Cremonese diventa così un test. Un banco di prova per capire se la fragilità è passeggera o se servirà un correttivo mirato.




