Pavoletti non cerca scuse: "Sbagliato l'approccio, siamo caduti nella loro trappola"
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Il Cagliari saluta Pavoletti: “Grazie infinite, Pavo!”

Leonardo Pavoletti non è più un giocatore del Cagliari. Si chiude un capitolo lungo nove anni, segnato da 52 reti e un gol promozione indimenticabile.

Si chiude ufficialmente la lunga storia d’amore tra Leonardo Pavoletti e il Cagliari. Dopo nove stagioni, l’attaccante livornese non vestirà più la maglia rossoblù, come confermato dalla società in un comunicato che sancisce la fine del rapporto alla scadenza del contratto il 30 giugno.

Un legame che va oltre il campo

Ecco la lunga lettera pubblicata dal Cagliari: “Che fosse qualcosa di speciale lo si poteva intuire da subito, sin da quell’arrivo a Cagliari in una calda serata di fine estate” recita il comunicato della società sarda. “Ad attenderlo in aeroporto una folla in visibilio, un’accoglienza abbastanza inusuale a queste latitudini, riservata soltanto a quei calciatori capaci davvero di lasciare il segno. In valigia un carico di sogni e gol realizzati in giro per l’Italia. Le porte scorrevoli degli arrivi si spalancano, gli occhi brillano di emozione: è un’ondata di entusiasmo travolgente, è il primo abbraccio del popolo rossoblù. Ce ne saranno molti altri. Quel ragazzone toscano dal sorriso contagioso non poteva certo immaginare che la Sardegna sarebbe diventata la sua Isola felice, quel posto dove mettere su famiglia, far nascere e crescere i propri figli, diventare uomo.

La storia è di quelle da film: un inestricabile intreccio di gioie, anche esaltanti, e poi – d’improvviso – di momenti difficili in cui il mondo sembra crollarti addosso. Un minuto prima tocchi il cielo con un dito, poi la botta. Una prova continua a cui la vita ti mette davanti, ma tu ti rialzi e riparti sempre. Il mantello da supereroe “Pavoloso” indossato in campo, fuori – per tutti – semplicemente Leonardo.

A Cagliari è stato protagonista con 231 gare e 52 reti: ha vestito l’Azzurro, è entrato nella classifica dei migliori marcatori rossoblù di tutti i tempi. Autentico centravanti, specie rara, ha segnato in tutti i modi: soprattutto di testa, la specialità della ditta, in acrobazia. “Se la metti, segna Pavoletti”, il coro iconico lanciato da compagni e tifosi.

I suoi sono stati gol molto spesso pesanti, non banali, capaci di mettere il sigillo a vittorie in extremis, rimonte pazzesche. Prodezze che sono state cruciali nella conquista di salvezze, di una promozione dal sapore epico. Autore di molte pagine del libro rossoblù, “quel” minuto 94 della finale di Bari lo consegna alla storia.

Avresti di certo voluto chiudere questo viaggio in campo, ma anche qui il destino, coerente e beffardo, ci ha messo il suo zampino. Da capitano sarai comunque lì, come sempre, al fianco della squadra, per sostenerla e trasmetterle tutta la tua forza. L’abbraccio del popolo rossoblù, i saluti. Una certezza: alcuni amori non son proprio fatti per dirsi addio, Cagliari è e sarà sempre casa tua. Grazie infinite, Pavo!”.