Le strategie di mercato del Napoli finiscono al centro di una dura analisi del giornalista Umberto Chiariello, che ha criticato la scelta del club partenopeo di privarsi di Elia Caprile e Gianluca Gaetano. Entrambi i giocatori, passati per Cagliari, rappresentano secondo Chiariello un esempio di talento non pienamente valorizzato dalla società azzurra.
Il valore di Caprile e il rimpianto per Gaetano
Durante un intervento a Radio CRC, il giornalista ha espresso una valutazione netta sul portiere. “Ma Caprile per me è più forte di Milinkovic-Savic”, ha affermato, invitando a confrontare i rispettivi campionati per sostenere la sua tesi. Il rammarico si estende a Gianluca Gaetano, la cui crescita è stata al centro di un’analisi approfondita. Chiariello ha ricordato il suo contributo, seppur marginale, alla vittoria dello scudetto del Napoli con Spalletti, citando l’azione decisiva nella partita contro lo Spezia. Secondo il giornalista, è stata l’esperienza a Cagliari a permettere al centrocampista di mostrare il suo vero potenziale. “Ora a Cagliari si è potuto esprimere compiutamente in quello che è il suo vero ruolo oggi naturale, che in Italia ha pochi rivali”, ha spiegato, facendo notare come il suo valore di mercato sia raddoppiato con il passaggio all’Atalanta.
Una critica alla gestione dei giovani
L’analisi di Chiariello si conclude con una riflessione critica sulla politica del Napoli riguardo ai giovani talenti. La cessione di Gaetano al Cagliari, per poi vederlo trasferirsi a Bergamo per una cifra doppia, è vista come un’operazione poco oculata. Il giornalista ha messo in discussione le scelte della dirigenza, contrapponendo la vendita del centrocampista all’acquisto di giocatori stranieri che, a suo dire, hanno reso meno delle aspettative. “Sono scelte oculate o c’è un pregiudizio che i giovani bisogna darli via? Io non credo che sia giusto mandarli via così, anche perché a 22 anni sono formati”.




