Piras su Esposito: "I contratti si rispettano, gli agenti non insultino la società"
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Piras su Esposito: “I contratti si rispettano, gli agenti non insultino la società”

Gigi Piras interviene sul caso Esposito: “I contratti si rispettano”. L’ex attaccante critica l’agente del giocatore e ricorda il precedente di Marchetti con Cellino. La palla passa al presidente Giulini.

Gigi Piras prende posizione sul caso Sebastiano Esposito e lo fa senza mezzi termini. La storica bandiera del Cagliari, intervistata da L’Unione Sarda, ha parlato delle tensioni tra l’attaccante, il suo entourage e il club rossoblù, soffermandosi soprattutto sul valore degli accordi firmati e sul comportamento che gli agenti dovrebbero mantenere nei confronti delle società.

Per l’ex attaccante, il punto di partenza resta uno: quando un giocatore firma un contratto, quell’accordo deve essere rispettato.

Piras: “Se firmi un contratto, è blindato”

Piras ha ricordato come il rapporto tra calciatori e società fosse diverso ai suoi tempi, portando anche un episodio della propria carriera come esempio.

“Ai miei tempi, se firmavi un contratto era blindato: io, per esempio, una volta avevo saputo che Victorino guadagnava il doppio di me pur essendo la mia riserva, però avevo già un accordo e dovevo pensare a giocare”, ha raccontato.

Secondo l’ex rossoblù, oggi la situazione è cambiata e gli adeguamenti contrattuali vengono richiesti con maggiore frequenza.

“Ora, se un giocatore firma un quadriennale, ogni anno lo vuole migliorare: basta che faccia un minimo bene e l’agente chiede il rinnovo. Le società dovrebbero evitarlo”, ha aggiunto Piras.

La critica al procuratore di Esposito

Il discorso si sposta poi direttamente sulla vicenda che coinvolge Esposito. Piras non ha condiviso i toni utilizzati dal procuratore dell’attaccante nei confronti dei rappresentanti del Cagliari.

“Ho sentito l’intervista del procuratore, dove ha attaccato il direttore sportivo e l’allenatore del Cagliari. Secondo me non sono belle mosse”, ha dichiarato.

Per Piras, il compito di un agente dovrebbe essere soprattutto quello di tutelare il proprio assistito, senza arrivare allo scontro pubblico con una società.

“Devono pensare agli interessi del proprio giocatore, non insultare le società”, ha sottolineato l’ex attaccante. Una posizione che lo porta a una conclusione altrettanto netta: “Io uno così non lo vorrei più avere come procuratore”.

La parola passa a Giulini

Per Piras, a questo punto sarà il presidente Tommaso Giulini ad avere un ruolo determinante nella gestione della vicenda.

“Dipende sempre dal presidente, ossia da Giulini”, ha spiegato, indicando nella società l’ultimo riferimento per decidere come affrontare una situazione che continua a tenere banco in casa Cagliari.

A sostegno della sua riflessione, l’ex attaccante ha ricordato anche un precedente della storia rossoblù legato a Federico Marchetti e alla gestione di Massimo Cellino.

Piras ha citato il periodo in cui il portiere rimase fuori rosa: “Cellino, che aveva lasciato Marchetti due anni fuori rosa senza giocare: gli aveva fatto perdere la Nazionale”.

Il riferimento serve a sottolineare, secondo la prospettiva di Piras, quanto una società possa incidere sulle scelte riguardanti un giocatore. Il caso Esposito resta invece ancora aperto e sarà il Cagliari, insieme al presidente Giulini, a dover decidere quale strada seguire.