Cagliari, l'analisi di Boi: l'identità è difesa e ripartenza
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Cagliari, l’analisi di Boi: l’identità è difesa e ripartenza

Dopo la vittoria sul Frosinone, il giornalista Giuseppe Boi analizza il Cagliari di Pisacane: una squadra ‘brutta, sporca e cattiva’ che vince con sacrificio e difesa.

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La vittoria del Cagliari contro il Frosinone, decisa da un gol di Michel Adopo, ha interrotto una serie di quattro sconfitte consecutive. Il giornalista de Il Tirreno, Giuseppe Boi, ha analizzato la prestazione della squadra guidata da Fabio Pisacane, descrivendone un’identità precisa basata su concretezza e sacrificio.

“Brutti, sporchi e cattivi”

Boi ha paragonato la squadra a un film western di Sergio Leone, definendola “brutta, sporca e cattiva”. Secondo il giornalista, il gioco dei rossoblù non punta allo spettacolo ma alla sofferenza e alla determinazione su ogni pallone. In questo contesto, un portiere come Elia Caprile diventa decisivo quanto un attaccante, perché l’intera squadra è costruita per non subire gol.

La strategia di Pisacane si è rivelata efficace contro il Frosinone. Il tecnico ha costretto gli avversari a un possesso palla sterile, togliendo loro la possibilità di sfruttare le fasce e gli inserimenti dei centrocampisti, come ha ammesso lo stesso tecnico avversario Alvini.

La coerenza tattica premia i singoli

Il merito principale di Pisacane, secondo Boi, è aver costruito una squadra con un’identità chiara: difesa e ripartenze. A differenza della passata stagione, il modulo è rimasto invariato anche durante le emergenze, fornendo certezze al gruppo.

Questa continuità ha permesso a diversi giocatori di esprimersi al meglio. Tra questi, Nicola Grandu, Raphael Kofler, supportato da Juan Rodríguez e José Pedro da Silva Figueiredo Freitas, e Alessandro Romano, capace di annullare il diretto avversario Schmid e di gestire il gioco a centrocampo.

L’attacco resta un cantiere aperto

Se la fase difensiva è il punto di forza, il reparto offensivo rappresenta ancora un aspetto da migliorare. Boi ha fatto notare come manchi ancora qualcosa in attacco, ma ha anche individuato una possibile strada nelle scelte recenti del tecnico.

L’impiego di tridenti come quello formato da Yael Trepy, Paul Mendy e Daniel Maldini contro il Frosinone potrebbe diventare una soluzione stabile. Il suo successo dipenderà dalla costanza di Maldini, dalla crescita dei giovani e dal recupero della condizione fisica dei giocatori più esperti.