Un Cagliari con una forte anima sarda, capace di conquistare l’Europa. L’ex centrocampista Marco Sanna, ospite del podcast “Facci un giro” condotto da Giampaolo Gaias, ha riaperto il cassetto dei ricordi, raccontando aneddoti e figure chiave della sua esperienza in rossoblù. Tra i temi toccati, la storica qualificazione in Coppa UEFA, il rapporto con l’allenatore Bruno Giorgi e un giudizio netto sull’allora presidente Massimo Cellino.
La svolta con Giorgi: “Ero il suo soldatino”
La cavalcata europea del Cagliari iniziò con un cambio in panchina che si rivelò decisivo per la carriera di Sanna. Dopo la prima partita di Coppa UEFA, il presidente Cellino esonerò Radice per far posto a Bruno Giorgi. “Per me fu una fortuna, perché mi faceva giocare in qualsiasi ruolo. Ero il suo jolly, il suo soldatino”, ha spiegato Sanna. Il tecnico credette da subito in lui, tanto da convincerlo a rifiutare altre offerte. All’inizio della stagione, Sanna gli chiese se fosse meglio accettare una delle richieste dalla Serie B. La risposta di Giorgi fu perentoria: “‘No, tu rimani qua perché sarai uno dei protagonisti’. E così è stato. Gli devo davvero tanto”.
Cellino, un presidente “vulcanico” e la Coppa UEFA
Sanna ha offerto un ritratto schietto e personale di Massimo Cellino. “Inizialmente lui di calcio ne capiva veramente molto poco, poi devo essere sincero: o si è aggiornato oppure facendo il presidente del Cagliari è migliorato tantissimo”. Nonostante un avvio incerto, il suo giudizio sull’operato del presidente è chiaro. Lo ha definito un presidente “forte, vulcanico, molto particolare”, sottolineando un aspetto fondamentale: “In quegli anni lì, se non ci fosse stato lui, il Cagliari non so dove sarebbe finito. Con lui il Cagliari ha fatto molto molto bene. Noi abbiamo fatto la Coppa UEFA, e questo non ce lo dobbiamo dimenticare”.
L’incontro con Riva e il retroscena di mercato
Il suo arrivo a Cagliari fu segnato da un’emozione fortissima e da un retroscena di mercato. Prima della chiamata rossoblù, Sanna era a un passo dal Mantova in C1. Fu il presidente del Tempio a fermarlo: “‘Aspetta qualche giorno che abbiamo una novità’”. Pochi giorni dopo, si ritrovò a firmare il contratto per il Cagliari. Lì avvenne l’incontro che gli fece tremare le gambe. “C’erano il presidente Cellino e il mitico Gigi Riva. Vedere Gigi Riva, un personaggio di cui avevo sempre sentito parlare, mi faceva tremare le gambe. È stato bellissimo”. Un ricordo che si lega a una squadra con una forte identità, come ha ricordato Sanna in una intervista che puoi leggere su TuttoCagliari.net: “C’erano quattro sardi in campo: io, Pusceddu, Matteoli e Festa. Non giocavamo perché eravamo sardi, ma perché meritavamo di esserci”.




