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Cagliari-Juve, Boi esalta Pisacane ma avverte: «La qualità della panchina è il limite dei rossoblù»

Le parole del giornalista.

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Il pareggio contro la Juventus lascia al Cagliari la soddisfazione di aver tenuto testa a una delle squadre più attrezzate della Serie A, ma anche il rimpianto per una vittoria sfumata nel finale. Giuseppe Boi, giornalista de Il Tirreno, ha analizzato la prestazione rossoblù soffermandosi sulla solidità tattica mostrata dalla squadra di Fabio Pisacane e sui limiti emersi nella ripresa.

Cagliari-Juventus, il rimpianto per quei due punti sfumati

Boi ha descritto l’amarezza per il pareggio subito nel finale richiamando una celebre battuta di Ovosodo, il film di Paolo Virzì.

«“C’ho un coso qui, un magone, come se avessi mangiato un ovo sodo col guscio e tutto”. Così Virzì chiudeva Ovosodo. Un finale che si addice ai sentimenti di tanti dopo Cagliari-Juventus. Una rete che ha reso indigesto “l’ovosodo” ai tifosi del Cagliari e, sotto sotto, anche a Pisacane, soddisfatto per il punto ma conscio che altri due erano a un passo».

Il pareggio ha lasciato dunque sensazioni contrastanti: da una parte la prestazione convincente, dall’altra la consapevolezza di essere andati vicini a un risultato ancora più prestigioso.

L’organizzazione di Pisacane e la ripartenza vincente di Maldini

Il giornalista ha promosso soprattutto il primo tempo del Cagliari, sottolineando la capacità della squadra di difendersi con ordine e sfruttare gli spazi concessi dagli avversari.

«È stata una bella partita. Si può difendersi con ordine e colpire quando si può. Sotto questo punto di vista il primo tempo del Cagliari è perfetto. Il gol di Maldini è frutto di una ripartenza pensata, in cui i rossoblù hanno avuto la ferocia di conquistarsi il rimpallo vincente».

Un giudizio positivo sull’impostazione tattica di Pisacane, capace di preparare una gara nella quale il Cagliari ha saputo limitare la Juventus e colpire al momento opportuno.

Il limite della panchina frena le ambizioni europee

Secondo Boi, le difficoltà sono emerse soprattutto nella seconda parte dell’incontro, quando il Cagliari ha progressivamente perso brillantezza dopo il pareggio di Kolo Muani. Le assenze e le sostituzioni hanno inciso sulla capacità della squadra di mantenere lo stesso livello di rendimento.

«Con i cambi il Cagliari si è man mano spento. La qualità della panchina è il limite dei rossoblù. Che a ragione si godono 13 punti e 4º posto, ma non sembrano attrezzati per un campionato da sogno europeo».

Il quarto posto e i 13 punti conquistati rappresentano un avvio di stagione da valorizzare. Resta però, nell’analisi di Boi, il dubbio sulla profondità della rosa: contro avversarie di alto livello, la possibilità di mantenere intensità e qualità anche con i cambi potrebbe fare la differenza nel prosieguo del campionato.