Il pareggio per 1-1 tra Cagliari e Juventus continua a far discutere anche dopo il fischio finale. A tenere banco è soprattutto l’episodio del 93’, quando Edon Zhegrova è finito a terra dopo una trattenuta di Yukinari Sugawara. I bianconeri hanno chiesto il calcio di rigore, ma l’arbitro Matteo Marcenaro ha lasciato proseguire. Luca Marelli, esperto arbitrale di DAZN, ha spiegato perché la decisione sia stata corretta.
Sugawara trattiene Zhegrova, proteste bianconere nel recupero
L’episodio è arrivato nei minuti finali della sfida disputata all’Unipol Domus, con le due squadre sull’1-1. Il contatto tra Sugawara e Zhegrova ha spinto i giocatori della Juventus a reclamare la massima punizione, ma Marcenaro, che aveva una visuale diretta sull’azione, non ha ravvisato gli estremi per assegnarla.
La decisione ha permesso al Cagliari di conservare il pareggio fino al triplice fischio.
Marelli: «In queste prime giornate abbiamo visto lasciar correre molto»
Nel corso dell’analisi a DAZN, Marelli ha riconosciuto la presenza della trattenuta, giudicandola però troppo lieve per giustificare un calcio di rigore.
«Al 93′ c’è una leggera trattenuta di Sugawara su Zhegrova. Marcenaro vede perfettamente l’entità: c’è stata, ma dobbiamo metterci d’accordo. In queste prime giornate abbiamo visto lasciar correre molto e non si possono chiedere questi rigori. I calciatori devono capire che queste cadute non portano a dei rigori. Correttamente il VAR non è intervenuto».
Secondo l’esperto arbitrale, dunque, non basta che ci sia un contatto per decretare un penalty: è necessario valutarne l’intensità e l’effettiva rilevanza ai fini del regolamento.
Perché il VAR non ha richiamato Marcenaro
Marelli ha avallato anche la scelta della sala VAR di non richiamare l’arbitro al monitor. Marcenaro aveva visto l’azione e valutato direttamente la portata della trattenuta, senza ravvisare un’infrazione tale da giustificare il rigore.
Il giudizio dell’esperto è quindi netto: il contatto tra Sugawara e Zhegrova c’è stato, ma non era sufficiente per assegnare la massima punizione. Una valutazione che conferma la decisione presa in campo e chiude, almeno sul piano arbitrale, uno degli episodi più discussi del finale di Cagliari-Juventus.




