L’episodio che ha fatto discutere nel corso di Cagliari-Inter è stato analizzato dall’ex arbitro Gianpaolo Calvarese, che attraverso i propri canali social ha spiegato perché il contatto tra Adam Obert e Pio Esposito non dovesse essere sanzionato con un calcio di rigore.
L’analisi dell’episodio
Secondo Calvarese, il comportamento del difensore rossoblù rientra nelle normali situazioni di marcatura che si verificano all’interno dell’area di rigore. Obert stava infatti utilizzando le braccia per percepire la posizione dell’attaccante avversario e seguirne i movimenti.
Per questo motivo, il successivo contatto del pallone con il braccio del difensore viene considerato involontario e non punibile. Nella lettura dell’ex direttore di gara, non c’è alcun gesto finalizzato a intercettare il pallone o ad aumentare il volume del corpo in modo irregolare.
Il possibile intervento del VAR
Calvarese ha aggiunto anche una considerazione sull’utilizzo della tecnologia. Secondo l’ex arbitro, qualora il direttore di gara avesse assegnato il rigore in campo, il VAR avrebbe avuto gli elementi per intervenire e correggere la decisione.
Una valutazione che rafforza la tesi della non punibilità dell’episodio e che contribuisce a chiarire uno dei momenti più discussi della sfida della Unipol Domus tra Cagliari e Inter.




