L’addio di Leonardo Pavoletti apre un nuovo capitolo per il Cagliari, ridisegnando le gerarchie all’interno dello spogliatoio. La prima conseguenza è la promozione di Alessandro Deiola, che passa dal ruolo di vice a quello di capitano effettivo. Questo cambiamento non è isolato, ma segna l’inizio di una ridefinizione della leadership che coinvolgerà diverse figure chiave della squadra.
Le certezze
Accanto a Deiola, simbolo di appartenenza per le sue origini sarde e il suo percorso nel settore giovanile, si consolidano altre due colonne portanti. Yerry Mina, con un curriculum che include esperienze in club come Barcellona ed Everton, rappresenta il faro di esperienza e carisma, un punto di riferimento per la gestione psicologica del gruppo e il supporto ai più giovani. A lui si affianca Gabriele Zappa, un giocatore che ha vissuto le gioie della promozione e le difficoltà della retrocessione, forgiando una forte personalità. Non a caso, in passato Pavoletti lo aveva definito “il capo dei giovani”, riconoscendone la maturità raggiunta. Loro due potranno essere i nuovi vice capitano.
La nuova guardia
Oltre a questo nucleo consolidato, si fa strada una nuova generazione di leader. Elia Caprile, portiere classe 2002 reduce da una stagione che lo ha portato alla convocazione in Nazionale, è stato indicato da Fabio Pisacane come un profilo dal carattere adatto a guidare il gruppo. Insieme a lui, profili come Adam Obert e Zé Pedro sono pronti a prendersi maggiori responsabilità: il primo come collante tra i diversi gruppi di età nello spogliatoio, il secondo come giocatore nel pieno della sua maturità calcistica. L’eventuale riscatto di Luca Mazzitelli aggiungerebbe un’altra figura di peso, un tassello di esperienza per una squadra che vuole costruire il proprio futuro su un mix di gioventù e leadership consolidata.




