Acquafresca, il legame con Cagliari: "Il mio unico rimpianto è non aver giocato di più qui"
Home > Notizie Cagliari Calcio > Interviste Cagliari Calcio > Acquafresca, il legame con Cagliari: “Il mio unico rimpianto è non aver giocato di più qui”

Acquafresca, il legame con Cagliari: “Il mio unico rimpianto è non aver giocato di più qui”

Robert Acquafresca racconta il suo legame con la Sardegna, la scelta di vivere a Cagliari e il nuovo ruolo nel settore giovanile. Un solo rimpianto: non aver giocato più a lungo con la maglia rossoblù.

•

In un’intervista concessa a Domus Rossoblù, Robert Acquafresca ha parlato del suo profondo legame con la Sardegna, una terra che ha scelto come casa. L’ex attaccante, che ha vestito anche la maglia del Bologna, oggi ricopre un nuovo ruolo all’interno del settore giovanile del Cagliari, un percorso che unisce la sua esperienza passata alla formazione delle nuove generazioni.

Una scelta di vita

La decisione di stabilirsi a Cagliari dopo la carriera non è stata casuale. “Il sole, il mare, la gente. È stata una scelta facile”, ha spiegato Acquafresca. L’ex giocatore ha raccontato di aver conosciuto sua moglie sull’isola e di aver sempre coltivato il desiderio di viverci. Un fascino confermato dalla quotidianità: “Poter fare una pausa pranzo al Poetto piuttosto che nel grigio della metropoli è affascinante”.

Il rimpianto e le stagioni più belle

Ripercorrendo la sua carriera, Acquafresca ha definito le esperienze con Cagliari e Bologna come “le stagioni più belle”, pur essendo state diverse tra loro. Nonostante le soddisfazioni, emerge un unico rammarico legato alla sua avventura in rossoblù. “Dispiace solo non aver avuto più tempo a disposizione con la maglia del Cagliari”, ha ammesso l’ex attaccante.

Un nuovo ruolo nel settore giovanile

Oggi Acquafresca è tornato al Cagliari in una nuova veste, occupandosi della formazione dei giovani attaccanti. Il suo obiettivo è trasmettere la sua esperienza, ponendosi come un mentore. “Io ero un ragazzo come loro, pieno di sogni e ambizioni che ce l’ha fatta. Quindi vorrei che questi ragazzi non mi vedessero solo come un mister, ma come uno di loro”.

Il suo lavoro si concentra sulla tecnica e sulla lettura del gioco. “Curo la parte offensiva degli attaccanti. Il gol è solo la parte finale di un movimento fatto bene, di una situazione di gioco che alla loro età devono saper leggere. Devono imparare a vederla già nella loro testa prima ancora che accada”, ha concluso Acquafresca.