L’ex direttore sportivo Guido Angelozzi, intervenuto durante la trasmissione “Il Cagliari in diretta” su Radiolina, ha ripercorso la sua carriera, soffermandosi sull’esperienza in Sardegna e sul legame con il Frosinone.
Un solo anno a Cagliari
Angelozzi ha definito la sua permanenza al Cagliari come un periodo vissuto “benissimo“, conclusosi però dopo una sola stagione. La separazione è avvenuta di comune accordo con la presidenza, che desiderava un cambiamento. “Ci siamo lasciati tranquillamente, senza polemica“, ha spiegato l’ex ds.
Nonostante l’addio amichevole, ha ammesso di conservare un certo rammarico: “Mi è dispiaciuto perché avevamo iniziato un bel percorso, poi i matrimoni si fanno sempre in due. Ci siamo lasciati con un po’ amaro in bocca da parte mia, ma accetto questa situazione“.
La scoperta dei talenti
Durante il suo mandato, Angelozzi ha contribuito a strutturare una rete di scouting, collaborando con figure come Longo, Cossu e Muzzi. Il gruppo di lavoro setacciava i mercati europei, sudamericani e persino giapponesi alla ricerca di nuovi profili.
“L’anno scorso abbiamo portato Palestra, Rodriguez, poi Mendy, Trepy, ragazzi che venivano dal settore giovanile“, ha ricordato, esprimendo soddisfazione per il fatto che il club stia proseguendo su quella strada.
Il passato al Frosinone e il presente allo Spezia
Prima dell’esperienza sarda, Angelozzi ha trascorso cinque anni al Frosinone, un periodo definito “intenso e bellissimo” e caratterizzato da un rapporto speciale con il presidente Stirpe. Ha elogiato la squadra attuale, definendola “spettacolare“.
L’ex dirigente ha poi concluso parlando del suo ritorno allo Spezia. “Avevo un debito con la città e la società e sono venuto tranquillamente“, ha affermato, spiegando la sua scelta di accettare la chiamata del club ligure per la terza volta.




