Ballardini e il Cagliari: "Quella salvezza vale più di una Supercoppa"
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Ballardini e il Cagliari: “Quella salvezza vale più di una Supercoppa”

Davide Ballardini rievoca la sua esperienza a Cagliari, definendo la salvezza del 2008 l’impresa più bella della sua carriera. Elogi per Cossu, Acquafresca e Nainggolan.

Ci sono stagioni che rimangono più di altre. Per Davide Ballardini, una di queste è senza dubbio quella vissuta sulla panchina del Cagliari nel 2007-2008. In un’intervista a Pro Football Podcast, l’allenatore ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della propria carriera e, chiamato a scegliere tra la salvezza conquistata in Sardegna e la Supercoppa Italiana vinta con la Lazio, non ha avuto dubbi: «La stagione col Cagliari».

Il motivo è legato soprattutto alla rimonta compiuta nella seconda parte del campionato. Il Cagliari aveva appena 10 punti, ma riuscì a cambiare completamente il proprio rendimento nel girone di ritorno: «Facemmo 32 punti». Un’impresa che, a distanza di anni, Ballardini continua a ricordare con particolare piacere.

Acquafresca, Cossu e i giovani rossoblù

Quella squadra aveva anche diversi giovani destinati a lasciare il segno. Ballardini ha ricordato Matri, Acquafresca e Canini, soffermandosi soprattutto sull’attaccante.

Per Robert Acquafresca, allora ventenne, quella fu una «stagione straordinaria». Ballardini avrebbe immaginato per lui un seguito ancora più importante: «Dopo non ha, diciamo così, mantenuto quelle sensazioni che magari ci aveva dato lì al Cagliari».

Parole altrettanto significative per Andrea Cossu, che l’allenatore considera «un altro giocatore straordinario, per l’idea di calcio che ho io». Non un semplice ricordo legato a quella stagione, quindi, ma un giocatore che Ballardini avrebbe inserito anche tra le alternative della propria formazione ideale.

Il ricordo di Nainggolan

Tra le esperienze successive in Sardegna c’è anche quella vissuta con Radja Nainggolan. Ballardini ne ha ricordato soprattutto le qualità: «Un giocatore dalle qualità fisiche, tecniche straordinarie».

Per l’allenatore il centrocampista era già allora un «top player», anche se aveva ancora bisogno di trovare maggiore equilibrio. Un talento evidente, accompagnato dalla necessità di essere guidato nella fase iniziale della sua carriera.

Il rossoblù come filo conduttore

Il Cagliari non è stato l’unico club rossoblù allenato da Ballardini. Nella sua carriera ci sono state anche Sambenedettese, Genoa e Bologna. Una curiosa coincidenza che gli è stata fatta notare durante l’intervista.

La risposta è arrivata con una battuta che lega quei colori anche ai luoghi in cui li ha incontrati: «Si vede che il rossoblù, il mare, sono quegli aspetti che mi spingono a fare un buon lavoro con quei colori e in quei luoghi vicino al mare».

Ma tra tutti quei rossoblù, quello del Cagliari occupa ancora un posto particolare. La salvezza del 2008, per Ballardini, resta una delle stagioni che ricorda con maggiore piacere.