Cagliari, l'attacco non è da Serie A: la gestione del caso Belotti
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Cagliari, l’attacco non è da Serie A: la gestione del caso Belotti

Secondo il giornalista Francesco Velluzzi, il reparto offensivo del Cagliari è il vero punto debole. Critiche alla gestione del mancato arrivo di Belotti e dubbi sulle punte a disposizione di Pisacane.

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Il problema del gol e le scelte di mercato sono tra i temi che accompagnano il momento del Cagliari. Nell’analisi di Francesco Velluzzi, giornalista de La Gazzetta dello Sport, il reparto offensivo rossoblù presenta limiti che potrebbero pesare nella corsa alla salvezza. Nel mirino finiscono la gestione del caso Andrea Belotti, la partenza di Gennaro Borrelli e le caratteristiche delle alternative a disposizione di Fabio Pisacane.

Cagliari, il caso Belotti e l’addio di Borrelli

La vicenda di Andrea Belotti rappresenta uno dei passaggi più discussi del mercato rossoblù. L’attaccante era arrivato in Sardegna tra l’entusiasmo dei tifosi, ma non ha superato le visite mediche. Successivamente, la proposta di un contratto con condizioni economiche ridotte non ha trovato l’accordo del giocatore.

Velluzzi ha criticato la gestione dell’operazione, soffermandosi soprattutto sull’opportunità di portare il centravanti in Sardegna prima di chiarire definitivamente la sua situazione fisica.

Un altro punto riguarda Gennaro Borrelli. Secondo l’analisi del giornalista, la sua cessione ha privato il Cagliari di un’opzione che avrebbe potuto offrire un contributo in zona gol. Il tema riguarda quindi non soltanto il rendimento degli attaccanti, ma anche le scelte compiute per costruire il reparto.

Le alternative offensive e il problema dei gol

Tra gli attaccanti citati nell’analisi figura Paul Mendy, apprezzato per il lavoro atletico e la disponibilità, ma considerato un profilo diverso da un centravanti capace di garantire 15-20 reti in una stagione.

Su Kevin Carlos pesano invece i dubbi legati alla lunga inattività, mentre per M’Bala Nzola l’esperienza rappresenta un punto a favore, senza però offrire garanzie sul numero di gol che potrebbe assicurare alla squadra.

Il nodo individuato da Velluzzi è dunque la mancanza di un riferimento offensivo con un rendimento realizzativo consolidato. Un limite che il Cagliari dovrà provare a compensare attraverso il gioco collettivo e una maggiore incisività negli ultimi metri.

I segnali negativi e la corsa alla salvezza

Nell’analisi del rendimento rossoblù, Velluzzi individua segnali di difficoltà già nella vittoria contro l’Udinese, arrivata anche grazie a un errore degli avversari. Successivamente, il Cagliari ha sofferto contro la Juventus, ha perso incisività nella ripresa a Monza e ha disputato contro il Bologna quella che il giornalista considera la peggiore prestazione stagionale.

Tra le prove più convincenti resta invece quella contro l’Atalanta a Bergamo. Il quadro, secondo questa lettura, richiede attenzione ma non giustifica un allarme immediato: i 13 punti raccolti rappresentano un bottino ritenuto rassicurante rispetto all’obiettivo della permanenza in Serie A.

La squadra di Pisacane dovrà però ritrovare continuità, soprattutto nella fase offensiva. La salvezza resta il traguardo principale, ma per raggiungerlo servirà trasformare le occasioni in gol con maggiore regolarità.

Fazzini, spazio da riconquistare

Velluzzi si è soffermato anche sulla situazione di Jacopo Fazzini, il cui impiego limitato ha alimentato discussioni. Secondo il giornalista, il centrocampista offensivo non ha ancora rispettato le aspettative iniziali, ma non ci sarebbero ragioni extracalcistiche alla base delle scelte di Pisacane.

Le occasioni per trovare spazio non mancheranno. Fazzini dovrà ritrovare brillantezza ed equilibrio, mettendo a disposizione della squadra le sue qualità tecniche e la capacità di creare gioco anche entrando a partita in corso.

Per il Cagliari, la priorità rimane migliorare il rendimento complessivo senza perdere di vista l’obiettivo stagionale. Le valutazioni sull’attacco e la gestione dei singoli saranno temi centrali nel percorso dei rossoblù.