Dietro la crescita di Yael Trepy non c’è soltanto il lavoro svolto sul campo. A raccontarlo è stato Roberto Muzzi, che ha parlato del rapporto speciale nato negli anni con il giovane attaccante rossoblù e condiviso anche con Fabio Pisacane.
Quattro anni di crescita insieme
Intervenuto ai microfoni del TGR Sardegna, il club manager del Cagliari ha ripercorso il cammino che ha accompagnato Trepy dall’ingresso nel settore giovanile fino alle tappe più recenti della sua formazione calcistica. Un percorso seguito quotidianamente da Muzzi e Pisacane, che hanno avuto modo di conoscerne da vicino non solo le qualità sportive, ma anche quelle umane.
Nel corso degli anni si è così creato un rapporto che va oltre il semplice contesto professionale, alimentato dalla condivisione di allenamenti, difficoltà e traguardi raggiunti insieme.
Dalla preoccupazione alla gioia
Muzzi ha ricordato anche i momenti più delicati vissuti attorno al giovane attaccante, spiegando quanto lui e Pisacane siano rimasti colpiti quando hanno appreso la notizia dell’incidente che aveva coinvolto il ragazzo.
Proprio per questo motivo, vedere oggi Trepy tornare a sorridere e proseguire il proprio percorso rappresenta per entrambi una soddisfazione particolare. Nelle parole del dirigente emerge infatti tutto l’affetto costruito nel tempo, al punto da considerare il giovane attaccante come una persona di famiglia più che un semplice calciatore.
Un legame che va oltre il calcio
La testimonianza di Muzzi offre uno spaccato del lavoro svolto quotidianamente nei settori giovanili, dove la crescita dei ragazzi non si limita agli aspetti tecnici. Nel caso di Trepy, il rapporto instaurato con le figure che lo hanno accompagnato nel suo percorso ha creato un legame destinato a durare nel tempo, indipendentemente dai risultati ottenuti sul terreno di gioco.




