Lo scudetto del 1970, Riva celebra la data che cambiò la storia del Cagliari
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Nicola Riva: “Il Cagliari ha colmato i vuoti di un 17enne orfano”

Nicola Riva, dirigente rossoblù, svela il lato privato di suo padre Gigi. Un rapporto con il Cagliari che andava oltre il calcio, diventando una vera famiglia per un ragazzo rimasto orfano.

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Nicola Riva, dirigente del Cagliari e figlio della leggenda Gigi Riva, ha offerto un ritratto intimo e personale di suo padre in un’intervista a La Stampa. Le sue parole descrivono un legame con la Sardegna che andava ben oltre il campo da gioco, in occasione dell’ingresso di “Rombo di Tuono” nell’Enciclopedia Treccani.

Un legame oltre il calcio

Il rapporto tra Riva e il club sardo era viscerale. “Lui qui ha trovato una famiglia che gli ha voluto bene e ha colmato i vuoti di un 17enne orfano“, ha spiegato Nicola. Questa connessione profonda è la ragione per cui non ha mai lasciato l’isola: “Una cosa è lasciare una squadra di calcio, un’altra una famiglia. Non poteva tagliare legami tanto stretti“.

Il calcio di una volta

Gigi Riva era un uomo di poche parole, soprattutto riguardo le sue imprese. “Papà parlava pochissimo, non si dilungava“, ha ricordato il figlio. Il campione non apprezzava il calcio moderno, sentendolo lontano dal suo ideale basato su rapporti diretti. Lo infastidivano i cambiamenti e la perdita di certi valori: “Lui è rimasto legato a un periodo in cui i contratti si chiudevano con una stretta di mano o con una firma su una tovaglia di carta“.

La trasformazione del mondo del pallone lo faceva soffrire. “Non riconosceva più quello che poi è successo, i continui cambi, i troppi stranieri“, ha aggiunto Nicola Riva, sottolineando come il padre si sentisse estraneo a dinamiche sempre più distanti dal suo modo di intendere lo sport e la vita.

Ricordi e idoli

Tra le partite rimaste nella memoria del padre, Nicola ne cita due in particolare: la prima è Juventus-Cagliari del 1970, un 2-2 che fu decisivo per la conquista dello scudetto; l’altra è la storica semifinale mondiale Italia-Germania 4-3.

Infine, ha svelato i calciatori che suo padre ammirava di più: “In assoluto Paolo Maldini, tra quelli della sua epoca Giacinto Facchetti“.