Pavoletti, la lettera al Cagliari: "Nove anni in cui tutto ha trovato un senso"
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Pavoletti, la lettera al Cagliari: “Nove anni in cui tutto ha trovato un senso”

Leonardo Pavoletti affida a una lettera il suo legame con la Sardegna: “Il mio posto nel mondo”. Un percorso tra le difficoltà iniziali, i gol con il Genoa e i ricordi indelebili con il Cagliari.

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In una lettera condivisa dal giornalista Gianluca Di Marzio, Leonardo Pavoletti ha ripercorso le tappe della sua carriera, con un pensiero speciale per il suo lungo legame con il Cagliari e la Sardegna. L’attaccante ha descritto il suo percorso come un viaggio che ha trovato pieno compimento sull’isola.

Dalle difficoltà a “Pavoloso”

Il racconto parte dagli inizi difficili, definiti “delle bellissime e sorprendenti montagne russe”. Pavoletti ha ricordato le difficoltà giovanili: “Non ero un talento. Da ragazzo ho fatto tanta panchina. Avevo pensato di smettere, anche per le pressioni di mio padre”.

La svolta è arrivata con il passaggio al Genoa, un’esperienza che lo ha consacrato. “Dal fare tre gol in C2, mi sono trovato anni dopo a sentire il mio nome urlato a Marassi dai tifosi del Genoa”, ha scritto, ricordando la nascita del soprannome “Pavoloso”.

“Sardegna, il mio posto nel mondo”

Il cuore della lettera è dedicato al periodo in rossoblù. “E poi Cagliari e la Sardegna. Il mio posto nel mondo”, ha affermato l’attaccante. “Nove lunghi anni. Anni in cui tutto ha trovato un senso”.

Tra i ricordi più significativi, Pavoletti ha menzionato i momenti chiave della sua avventura sarda: “Quanti ricordi: i gol, la retrocessione, i cinque minuti di Bari, il saluto al mio popolo e l’addio”. Il suo messaggio si chiude con una riflessione: “Anche un ragazzino insicuro può diventare Pavoloso, o no?”.