Il gol del definitivo 2-1 della Lazio contro il Cagliari, arrivato all’83’, è finito al centro delle polemiche. A far discutere è la mancata interruzione del gioco da parte dell’arbitro Andrea Colombo dopo che Alessandro Deiola era rimasto a terra in seguito a una violenta pallonata al volto.
L’episodio nasce da una conclusione di Fisayo Dele-Bashiru, che colpisce in pieno il centrocampista rossoblù. Deiola cade sul terreno di gioco, ma Colombo non ferma l’azione: la Lazio prosegue e trova la rete con Andrea Pinamonti, mentre il capitano del Cagliari è ancora a terra.
Deiola soccorso e costretto al cambio
Il centrocampista rimane a lungo sul terreno di gioco e ha bisogno dell’intervento dello staff medico e della barella. Riesce poi ad abbandonare il campo sulle proprie gambe, ma non è in grado di continuare. All’88’ Fabio Pisacane inserisce Kevin Carlos al suo posto.
Il regolamento e la mancata interruzione
La questione riguarda l’applicazione delle norme sulla gestione degli infortuni. La Regola 5 dell’IFAB prevede che l’arbitro interrompa il gioco quando ritiene che un calciatore abbia riportato un infortunio grave. I protocolli UEFA, inoltre, indicano la necessità di fermare la partita in presenza di una sospetta commozione cerebrale, così da consentire una valutazione medica.
Sull’episodio è intervenuto anche l’ex arbitro Luca Marelli, che ha giudicato errata la mancata interruzione. Secondo la sua ricostruzione, Colombo potrebbe non essersi accorto che Deiola era stato colpito al volto. Marelli ha inoltre precisato che l’azione non rientrava tra quelle sulle quali il VAR poteva intervenire.
Il gol resta valido, ma resta il caso
La rete di Pinamonti è stata convalidata e ha consegnato alla Lazio la vittoria. Le proteste del Cagliari, però, riportano l’attenzione su un tema che supera il singolo episodio arbitrale: la gestione dei possibili traumi cranici durante una partita.
In situazioni del genere, riconoscere tempestivamente un infortunio e consentire l’intervento dei sanitari è fondamentale. La tutela della salute dei calciatori resta una priorità, indipendentemente dal risultato e dal momento della gara.




