L’ex difensore dello storico Cagliari campione d’Italia nel 1970 ha commentato la situazione dell’attaccante e il momento della squadra di Fabio Pisacane, indicando nella salvezza l’obiettivo principale della nuova stagione.
Il giudizio sull’attaccante
Beppe Tomasini non ha usato mezze misure parlando di Sebastiano Esposito. L’ex libero rossoblù ha criticato la gestione della vicenda che ha coinvolto il giocatore durante il precampionato e ha espresso perplessità anche sul suo atteggiamento.
«Io se fossi stato nei panni del presidente Giulini avrei fatto smettere di giocare Sebastiano Esposito», ha dichiarato Tomasini. L’ex campione d’Italia ha poi ridimensionato il peso tecnico dell’attaccante: «Non mi sembra che stiamo parlando di Pelè o di Maradona».
Ancora più duro il passaggio legato al rapporto con la piazza. Secondo Tomasini, Esposito non avrebbe compreso il significato della maglia rossoblù e il legame con l’isola: «Lui non ha capito nulla di ciò che è il Cagliari e di cosa rappresenta la Sardegna».
La previsione sulla stagione rossoblù
Tomasini ha poi spostato l’attenzione sulla squadra affidata a Fabio Pisacane. A suo giudizio, il Cagliari non ha compiuto un salto di qualità evidente rispetto alla formazione della passata stagione.
«Il Cagliari non è né più forte né più debole dell’anno scorso», è la sua analisi. La prospettiva resta quindi quella di una stagione complicata, con l’obiettivo della permanenza in Serie A da conquistare attraverso una lunga battaglia: «Secondo me ci salveremo, seppur combattendo e soffrendo».
La fiducia in Pisacane
Nonostante le difficoltà previste, Tomasini promuove senza esitazioni la scelta di affidare la squadra a Pisacane. L’ex difensore considera il tecnico adatto alla realtà cagliaritana, anche alla luce di quanto mostrato nella precedente stagione.
«Tanto di cappello a Fabio Pisacane che l’anno scorso ha dimostrato, nonostante la sua inesperienza, di essere l’allenatore giusto», ha concluso Tomasini. Una fiducia che accompagna una previsione prudente: per il Cagliari, secondo una delle figure più legate alla storia del club, la salvezza passerà ancora una volta dalla capacità di lottare fino in fondo.




