Van der Wiel, la confessione: "Vincevo trofei, ma mi sentivo solo"
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Van der Wiel riparte da “PRESSURE”: un intimo podcast che racconta il lato nascosto dello sport

Il progetto dell’ex Cagliari.

Per anni il calcio ha rappresentato tutto il suo universo. Poi, una volta chiusa la carriera, Gregory van der Wiel ha sentito il bisogno di allontanarsi completamente da quel mondo. Oggi, a 38 anni, l’ex difensore del Cagliari vive a Dubai e ha deciso di riavvicinarsi allo sport che lo ha reso celebre, ma da una prospettiva completamente diversa.

Il punto di incontro tra passato e presente si chiama “PRESSURE”, il podcast ideato e condotto dallo stesso ex nazionale olandese. Un progetto che non punta a raccontare trofei, gol e momenti gloriosi, ma tutto ciò che spesso rimane nascosto dietro la carriera di un atleta professionista: pressioni, paure, sacrifici, identità personale e salute mentale.

Un podcast per raccontare l’uomo dietro l’atleta

Van der Wiel ha spiegato di aver lavorato per mesi alla realizzazione del progetto, nato anche grazie alle reazioni ricevute dopo aver iniziato a condividere pubblicamente le proprie difficoltà personali.

L’obiettivo di “PRESSURE” è semplice ma ambizioso: andare oltre l’immagine pubblica dei campioni e scoprire cosa si nasconde dietro il successo. Non tanto i risultati ottenuti sul campo, quanto il percorso necessario per raggiungerli e mantenerli nel tempo.

Il primo episodio, pubblicato il 13 agosto 2026, vede come ospite Edgar Davids, ex compagno ai tempi dell’Ajax e volto ben noto anche ai tifosi italiani per le sue esperienze in Serie A.

Davids e il retroscena su Zidane

Nel corso della lunga conversazione, Davids affronta temi profondi legati alla pressione e alla vulnerabilità degli sportivi. L’ex centrocampista olandese parla della patologia agli occhi che ha accompagnato parte della sua carriera e delle difficoltà affrontate ai massimi livelli.

Non mancano nemmeno alcuni aneddoti legati al calcio giocato. Tra questi, un ricordo dedicato a Zinedine Zidane durante gli anni alla Juventus. Secondo Davids, il francese era tra i giocatori più disposti a sacrificarsi negli allenamenti, nonostante fosse già una delle stelle assolute della squadra bianconera.

Un racconto che incarna perfettamente la filosofia del podcast: mostrare ciò che normalmente resta lontano dai riflettori.

Gli anni più duri dopo il ritiro

Dietro la nascita di “PRESSURE” c’è soprattutto l’esperienza personale di Van der Wiel. L’ex difensore ha raccontato che meno di sei mesi dopo la fine della carriera arrivò il primo attacco di panico. In quel momento pensò addirittura di avere un problema cardiaco, ma gli esami medici esclusero qualsiasi patologia fisica.

Negli anni successivi l’olandese ha parlato apertamente di ansia, depressione e difficoltà emotive, spiegando come per lungo tempo abbia represso sentimenti e fragilità per adattarsi alle esigenze del calcio professionistico.

Le testimonianze più recenti restituiscono il quadro di un periodo particolarmente complicato, durante il quale arrivò persino a interrompere qualsiasi rapporto con il mondo del pallone, vissuto quasi come una fonte di sofferenza.

La breve parentesi con il Cagliari

I tifosi rossoblù ricordano Van der Wiel come uno degli acquisti più prestigiosi e particolari della storia recente del club. Arrivato nell’estate del 2017 dal Fenerbahçe, poteva vantare un curriculum di altissimo livello tra Ajax, Paris Saint-Germain e Nazionale olandese, con la finale del Mondiale 2010 giocata da titolare.

L’avventura in Sardegna, però, non ebbe il seguito sperato. Con la maglia del Cagliari collezionò cinque presenze in Serie A e una in Coppa Italia prima di lasciare il club nel febbraio 2018 per trasferirsi al Toronto FC.

Un nuovo modo di vivere il calcio

Oggi Van der Wiel guarda a quel percorso con maggiore serenità. Dopo anni trascorsi lontano dal pallone, ha scelto di rientrare nel mondo del calcio attraverso il confronto e il racconto delle esperienze umane che si nascondono dietro la carriera degli sportivi.

Non come allenatore, dirigente o opinionista, ma come persona che ha vissuto in prima persona le difficoltà dell’élite sportiva. Ed è proprio questa prospettiva che rende “PRESSURE” qualcosa di diverso da un semplice podcast calcistico: un viaggio nelle emozioni, nelle fragilità e nelle sfide che accompagnano il successo.