Ci sono stagioni che un tifoso vorrebbe cancellare dalla memoria, ma in cui brillano figure capaci di lasciare un segno positivo. Per il Cagliari, l’annata 2014/15 fu una di queste, segnata da una retrocessione amara ma anche dalle prestazioni di Željko Brkić. Il portiere serbo, nato il 9 luglio 1986, arrivò in Sardegna nel mercato di gennaio 2015 dall’Udinese, con il compito di blindare la porta di una squadra in piena crisi.
Un’isola di sicurezza in una squadra fragile
L’impatto di Brkić fu immediato. Divenne subito titolare, collezionando 21 presenze in un girone di ritorno complicatissimo. La squadra lottava per non retrocedere, ma la situazione in panchina era instabile, con un susseguirsi di allenatori che incluse Zdeněk Zeman, Gianfranco Zola e infine Gianluca Festa. In questo clima di incertezza, il portiere serbo rappresentò una delle poche certezze, offrendo affidabilità e limitando spesso i danni di una difesa in difficoltà. La sua avventura in rossoblù si concluse con la matematica retrocessione, sancita dalla sconfitta interna contro il Palermo il 17 maggio 2015. Nonostante il risultato finale, Brkić lasciò l’isola con il rispetto dell’ambiente, guadagnato grazie alla sua personalità e a parate che non bastarono per la salvezza, ma che ne certificarono il valore.




