Fabio Liverani torna a parlare della sua esperienza sulla panchina del Cagliari, un periodo complesso e segnato da un profondo dolore personale. In una intervista a La Gazzetta dello Sport, l’ex tecnico rossoblù ha condiviso riflessioni intime, spiegando come l’allontanamento dalla Sardegna sia stato, per certi versi, una liberazione.
Il dramma personale e il rapporto con il presidente
L’esonero fu “quasi un sollievo”. Una frase forte che Liverani contestualizza con il dramma vissuto nel 2022: la scomparsa di sua moglie Federica dopo una lunga malattia. “Avevo bisogno di tornare a Roma, staccare e stare vicino ai miei figli”, ha confessato il tecnico. Un momento difficile in cui ha pensato più volte di lasciare il calcio, una decisione che la moglie non gli ha mai permesso di prendere. In questo scenario, la figura del presidente Tommaso Giulini emerge con forza. “Mi è sempre stato vicino, lo è ancora oggi”, ha spiegato Liverani, descrivendo il presidente come una persona “straordinaria” che si informa spesso sulle condizioni dei suoi figli. Un legame umano andato oltre il rapporto professionale, rafforzato dalla solidarietà ricevuta da tutto il mondo del calcio.
Uno sguardo al futuro
Nonostante le difficoltà, la passione per il calcio non si è spenta. Dopo aver menzionato la doppia promozione con il Lecce come il momento più bello della sua carriera, Liverani ha parlato dei suoi obiettivi attuali, come portare la Ternana in Serie B. Il suo sogno, però, resta quello di avere un’altra opportunità per allenare in Serie A.




