A Cagliari c’è una maglia speciale. È la terza divisa, quella verde “Breathe”, che quando appare in campo regala quasi sempre gol spettacolari. Inizialmente criticata per il suo design, si è trasformata in un vero e proprio talismano per i rossoblù, legata a tre momenti indimenticabili che hanno scandito le ultime stagioni. Una storia iniziata quasi per caso.
Deiola, il gol salvezza che diventa un premio
Il primo capitolo di questa saga risale al 18 maggio 2025. Il Cagliari di Davide Nicola si giocava la permanenza in Serie A contro il Venezia e Alessandro Deiola decise di scrivere la storia. Al termine di un’azione corale pregevole, il centrocampista sardo firmò la rete del definitivo 3-0, un sigillo che certificò la salvezza. Quel gol non fu uno qualunque. La sua bellezza gli valse il premio AIC come marcatura più bella del campionato 2024-25 e persino una candidatura al prestigioso FIFA Puskas Award, facendo il giro del mondo.
Le firme di Kilicsoy e Folorunsho
La tradizione è proseguita nella stagione successiva, sotto la guida di Fabio Pisacane. Il 27 dicembre 2025, contro il Torino, è stato Semih Kilicsoy a prendersi la scena. L’attaccante è partito da centrocampo, ha dribblato l’intera difesa granata e ha depositato in rete un pallone che ha regalato una vittoria di platino al Cagliari. Un assolo che ha mostrato il suo talento a tutta Italia. L’ultimo gioiello è arrivato il 27 febbraio 2026. Michael Folorunsho, appena rientrato da un infortunio, ha sorpreso il portiere del Parma Corvi con una conclusione da distanza siderale. E così, quella maglia “Breathe”, nata per celebrare le foreste sarde, è diventata custode di gol che tolgono il respiro.




