La risposta è arrivata sul campo. Dopo la pesante sconfitta contro il Sassuolo, il Cagliari ha battuto la Cremonese all’Unipol Domus, conquistando tre punti. Una vittoria non spettacolare, ma ottenuta con carattere. La sua origine è chiara: il ritiro voluto da Fabio Pisacane ad Assemini.
Rompere la routine per ritrovare il gruppo
Pisacane ha chiuso i cancelli del centro sportivo. L’obiettivo non era una punizione, ma una rottura con la routine quotidiana per favorire il dialogo interno. Lontano da distrazioni e social media, i giocatori sono stati messi di fronte alle proprie responsabilità e ai compagni, un modo per affrontare direttamente i problemi emersi a Reggio Emilia e ricompattare lo spogliatoio. Il tecnico ha usato questo tempo per trasmettere la sua idea di appartenenza e il valore della maglia.
Lavoro tattico e mentale
Il ritiro è servito anche sul piano strategico. Pisacane ha sfruttato ogni momento per preparare le contromisure tattiche necessarie a superare la difesa della Cremonese, con ore aggiuntive dedicate alla sala video. Un lavoro di dettaglio. Il rischio era che l’isolamento generasse ansia invece di concentrazione, ma la squadra ha risposto con solidità nervosa contro la formazione di Giampaolo. La scelta di chiudersi ad Assemini è stata un segnale forte, una scommessa vinta dal tecnico, che ha visto i leader del gruppo trasformare la pressione in energia per la squadra.




