“Chinaglia in Messico a mie spese”. La promessa di Gigi Riva arrivò il 12 aprile 1970, nel giorno più luminoso della storia del Cagliari, quello della conquista matematica del suo unico scudetto. Un gesto inaspettato. Le sue parole non erano per un compagno, ma per un avversario, Giorgio Chinaglia, centravanti della Lazio.
Il trionfo e il gesto del campione
La festa a Cagliari era appena esplosa. La vittoria della Lazio per 2-0 sulla Juventus aveva consegnato il titolo ai rossoblù con anticipo, scatenando la gioia di un’intera isola che si riconosceva in quella squadra. Riva non pensava solo a sé. Nel pieno dei festeggiamenti, il bomber del Cagliari lanciò un appello per Chinaglia, protagonista proprio di quel successo contro i bianconeri, in vista dei Mondiali in Messico. Un attestato di stima raro. La dichiarazione, riportata dai quotidiani dell’epoca, mostrava la grandezza di un leader capace di guardare oltre la propria vittoria, riconoscendo il valore di chi, indirettamente, aveva contribuito a renderla possibile. Un campione in campo, un signore fuori.




