Giulini disegna il futuro del Cagliari: stadio, soci e un nuovo Barella in casa
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Giulini disegna il futuro del Cagliari: stadio, soci e un nuovo Barella in casa

Il presidente del Cagliari, Tommaso Giulini, svela i piani per il futuro: dal nuovo stadio all’ingresso di soci. E su Palestra: “Può seguire le orme di Barella”. Un club che guarda avanti.

Il futuro del Cagliari poggia su due pilastri: lo stadio di proprietà e l’apertura a nuovi partner. Il presidente Tommaso Giulini ha le idee chiare. In un’intervista concessa a “La Gazzetta dello Sport”, il numero uno del club delinea una strategia che punta a rafforzare la società non solo con capitali, ma soprattutto con nuove competenze. Un progetto di crescita per consolidare il Cagliari nel calcio che conta.

Una società più forte

Giulini apre le porte a nuovi ingressi in società. L’obiettivo è chiaro: rendere il club più solido e strutturato. “Ci sono tutte le premesse per fare bene insieme”, afferma il presidente, menzionando la famiglia Bulgheroni, con cui condivide una visione comune. Il progetto per il nuovo stadio è nelle mani del club e rappresenta un passaggio determinante per il futuro. “Serviranno competenze prima ancora dei soldi”, spiega Giulini, indicando come modelli di successo realtà come Atalanta, Bologna e Como, capaci di imporsi attraverso percorsi differenti. Un percorso che anche il Cagliari sta costruendo.

I talenti rossoblù e un rimpianto

La base per il futuro sono i giovani. Su Marco Palestra, il presidente usa parole che accendono l’entusiasmo dei tifosi. “È un motivo di orgoglio. Sta dimostrando di poter fare una carriera simile a quella di Nicolò Barella”, dichiara, elogiandone la serietà e l’attaccamento alla maglia. Anche Sebastiano Esposito è un patrimonio del club. “Tecnicamente è divino, deve solo imparare a essere più concreto”, analizza Giulini, che ne riconosce il ruolo di “leader tecnico e carismatico”. Proprio parlando degli Esposito, emerge un rammarico di mercato: “Pio è un grande rimpianto, lo volevo fortemente, ma abbiamo scelto una certezza come Piccoli”. Infine, una nota su Elia Caprile, definito “un grande portiere” per cui non è scontata una cessione, ma che “potrebbe restare per consacrarsi”.

L’emozione di San Siro

L’intervista nasce in occasione della trasferta contro l’Inter, una partita mai banale per il presidente. “Grande emozione. Ci sarò stato 100 volte da ragazzino”, racconta, ricordando i suoi trascorsi da raccattapalle con il Milan. Un legame che ha reso ancora più intensa la gioia per la Coppa Italia Primavera vinta proprio a Milano. “Una cosa speciale, per me e per i sardi”.