Cagliari, la sconfitta con l'Inter svela i problemi: l'analisi di Boi
Home > Notizie Cagliari Calcio > Cagliari, la sconfitta con l’Inter svela i problemi: l’analisi di Boi

Cagliari, la sconfitta con l’Inter svela i problemi: l’analisi di Boi

La sconfitta contro l’Inter non è un incidente di percorso. L’analisi del giornalista Boi evidenzia un Cagliari senza identità, gioco e anima. Nel mirino Pisacane, la squadra e il progetto.

La sconfitta di San Siro non è un semplice incidente di percorso. Il risultato contro l’Inter ha scatenato un’analisi dura da parte del giornalista Giuseppe Boi, che vede nel modo in cui la squadra ha perso la conferma di problemi strutturali. Secondo Boi, giustificare il ko per la forza dell’avversario è un errore. La questione non è la sconfitta in sé, ma la prestazione offerta dalla squadra di Fabio Pisacane.

Una squadra senza identità

Il Cagliari va in tilt alla prima accelerazione. Questa è la critica principale mossa alla squadra, apparsa in partita solo quando l’Inter ha mantenuto ritmi bassi. La mancanza di reazione è un copione già visto in altre gare, come quella con il Sassuolo. Il dato più allarmante è zero tiri in porta in novanta minuti. Dopo trentatré giornate, la squadra non ha ancora un undici titolare definito né un modulo di riferimento, una situazione che non può essere spiegata solo con gli infortuni. Senza un’identità tattica, l’effetto delle assenze diventa ancora più pesante.

Critiche a Pisacane e al modulo

L’unico schema offensivo riconoscibile sembra essere affidarsi alle iniziative di Marco Palestra. Una strategia limitata. Secondo l’analisi di Boi, il talento del giocatore di proprietà dell’Atalanta viene depotenziato dal vestito tattico scelto da Pisacane. Il 5-3-2 costringe Palestra a un dispendioso lavoro a tutta fascia, riducendone l’efficacia in fase offensiva e creando lacune in difesa. Ne è un esempio il gol di Dimarco, nato proprio da uno spazio lasciato dall’esterno. L’allenatore appare privo di coraggio, ancorato a un modulo che non valorizza la rosa e a equilibri di spogliatoio descritti come precari.

Un gruppo senz’anima

Oltre alle questioni tattiche, emerge un problema di leadership. A protestare per un movimento sbagliato sono i più giovani, Palestra e Paul Mendy, rispettivamente di 21 e 20 anni. Figure esperte come Yerry Mina non sembrano più trascinare il gruppo, mentre Alessandro Deiola viene definito un capitano senza carisma. Leonardo Pavoletti, intanto, trova sempre meno spazio. La sensazione è quella di una squadra che necessita di una rifondazione profonda, un gruppo che appare privo di anima.

Il progetto di Giulini non convince

Le critiche non risparmiano la dirigenza. L’analisi si chiude con una forte preoccupazione per le parole del presidente Tommaso Giulini, che ha parlato di voler proseguire con il progetto attuale una volta ottenuta la salvezza. Una visione che, secondo Boi, non trova riscontro nella realtà del campo. Sentir parlare di continuità, di fronte a una squadra che sembra non avere un futuro tecnico chiaro, “fa venire i brividi. Perché, molto semplicemente, il progetto lo vede solo lui”.