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Cagliari, Giuseppe Boi analizza la crisi: «Sei tiri in porta in 180 minuti. Perchè Fazzini fuori?»

Le parole del giornalista.

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Il Cagliari attraversa il primo vero momento difficile della stagione. Le sconfitte contro Monza e Bologna, con sei gol incassati e nessuna rete realizzata, hanno messo in evidenza le difficoltà della squadra di Fabio Pisacane, chiamata a ritrovare solidità e incisività dopo un avvio di campionato positivo.

A esaminare la situazione è stato Giuseppe Boi, giornalista de Il Tirreno, che attraverso un’analisi pubblicata su Instagram ha evidenziato i principali problemi emersi nelle ultime uscite rossoblù. Dalla sterilità offensiva alle scelte di formazione, passando per i limiti delle alternative in panchina, sono diversi gli aspetti che alimentano le preoccupazioni.

Cagliari, la sconfitta con il Bologna apre la crisi

Il dato più significativo riguarda la produzione offensiva: appena sei tiri in porta nell’arco di 180 minuti, senza riuscire a segnare contro Monza e Bologna. Un rendimento che contrasta con quello mostrato nelle prime sei giornate e che, secondo Boi, rappresenta un banco di prova importante per valutare la tenuta della squadra.

«Sei tiri in porta in 180 minuti… Un 2-0 che certifica l’ingresso dei rossoblù nella prima crisi della stagione. Il più volte annunciato calo è arrivato e, più che i tanti punti delle prime 6 gare, sarà proprio questo momento no a dire di che pasta è fatto il Cagliari», ha osservato il giornalista.

La flessione non riguarda soltanto i risultati, ma anche la capacità di creare occasioni e mantenere un’identità di gioco riconoscibile nei momenti di difficoltà.

Maldini in difficoltà e il caso Fazzini

Tra i nodi individuati nell’analisi c’è la gestione del reparto offensivo. Le scelte tattiche di Pisacane, secondo Boi, starebbero limitando il rendimento di Daniel Maldini, che faticherebbe a esprimersi al meglio in un sistema con più attaccanti di ruolo.

A far discutere è anche il mancato impiego di Jacopo Fazzini, rimasto fuori dalle rotazioni nelle ultime partite. Il centrocampista avrebbe potuto offrire soluzioni differenti nella costruzione della manovra, ma il tecnico ha preferito affidarsi ad altri profili.

«L’efficacia in avanti è venuta meno per scelte tattiche che depotenziano Maldini… Poi la capacità di manovra a centrocampo, svanita da Udine in coincidenza con l’uscita dai radar di Fazzini. Una scelta incomprensibile di Pisacane», è il giudizio espresso da Boi.

Panchina corta, le alternative non convincono

Un altro elemento critico riguarda la profondità della rosa. Contro il Bologna, gli ingressi di Yukinari Sugawara, Alieu Fadera, Kevin Carlos e Giuseppe Aurelio non hanno prodotto la reazione sperata, senza riuscire a cambiare l’inerzia della partita.

Per Boi, le difficoltà delle seconde linee rappresentano un limite strutturale che rischia di pesare nel corso della stagione, soprattutto quando gli impegni ravvicinati impongono di ricorrere alle rotazioni.

«Al di là delle scelte del mister… l’ingresso dell’ex Verona, come quelli di Sugawara, degli inconsistenti Fadera, Kevin Carlos e Aurelio confermano che il grande problema del Cagliari è la panchina corta», ha commentato il giornalista, auspicando anche un ritorno di Fazzini nelle scelte dell’allenatore.

Il Cagliari è ora chiamato a reagire, a partire dalla prossima trasferta contro la Roma. Pisacane dovrà trovare risposte sul piano del gioco e della gestione degli uomini, mentre la squadra sarà chiamata a dimostrare che le ultime due sconfitte rappresentano soltanto una fase negativa e non l’inizio di una crisi più profonda.