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Zappa si racconta: “Cagliari è casa mia, un legame che va oltre il campo”

Gabriele Zappa apre il suo mondo in un’intervista: il legame profondo con la Sardegna, la ferita della retrocessione e la gioia indelebile della promozione.

Sei anni con la stessa maglia creano un legame. Gabriele Zappa lo ha raccontato in una lunga intervista concessa al format “A day with” della Lega Serie A, aprendo le porte del suo mondo cagliaritano. Un rapporto, quello con l’isola, che va oltre il rettangolo di gioco e affonda le radici in un senso di appartenenza costruito nel tempo. “Questo è il mio sesto anno qui”, ha confidato il terzino, che si sente parte di un nucleo storico insieme a compagni come Pavoletti e Deiola. “Mi hanno visto arrivare da ragazzino”.

Una ferita e una gioia indelebile

Il percorso di Zappa a Cagliari è stato un saliscendi di emozioni. La retrocessione ha rappresentato un colpo duro. “È stata una bella batosta. Nessuno se l’aspettava, avevamo una squadra forte”, ha ammesso, ricordando l’amarezza per aver deluso i tifosi. Proprio da quel sentimento è nata la voglia di riscatto che ha spinto molti a restare in Serie B. “Sentivamo di dover fare qualcosa per riportare il Cagliari in Serie A”. Una missione culminata nella notte di Bari, un momento che Zappa definisce senza esitazioni: “Il giorno più emozionante della mia vita”. L’assist per il gol di Pavoletti è già storia. “Ancora oggi la gente per strada mi ringrazia. Il silenzio dello stadio quando abbiamo segnato è stato incredibile”.

L’isola da scoprire e la vita lontano dai riflettori

Quando non è in campo, Zappa vive la Sardegna lontano dagli stereotipi. “Tutti parlano solo del mare, ma non c’è solo quello”, spiega, rivelando la sua passione per l’entroterra e le escursioni, come quella immortalata con il drone a una cascata. La sua top 3 delle spiagge svela un intenditore: Cala Zafferano, Tuerredda e La Maddalena. La vita privata scorre veloce, tra la convivenza con la compagna Sara e le passeggiate con il cane Nala. Un equilibrio trovato lontano dal calcio, che ama giocare ma non necessariamente guardare in tv. La sua giornata si conclude spesso così, con una semplice routine. “Post-allenamento mi piace staccare dal calcio e occuparmi della vita familiare: una passeggiata con Sara e Nala è la mia abitudine principale”.