Da Riva a Palestra: il filo azzurro che lega la storia del Cagliari
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Da Riva a Palestra: il filo azzurro che lega la storia del Cagliari

L’esordio di Marco Palestra con l’Italia rinnova una tradizione gloriosa per il Cagliari, un legame con la maglia azzurra iniziato con l’inarrivabile Gigi Riva e proseguito da altri ventuno giocatori.

Sono ventidue i giocatori del Cagliari che hanno indossato la maglia della nazionale italiana. Un filo azzurro che attraversa la storia del club, unendo epoche e campioni. L’ultimo anello di questa catena è Marco Palestra, il primo un nome che non ha bisogno di presentazioni: Gigi Riva.

Palestra e Caprile, il nuovo che avanza

L’esordio di Marco Palestra è arrivato il 27 marzo contro l’Irlanda del Nord, diventando il primo giocatore del Cagliari a vestire la maglia azzurra dal ritorno in Serie A del 2023. Il suo impiego nei playoff, nonostante l’esito negativo per la nazionale di categoria, ha messo in luce le sue qualità. In Bosnia, una sua progressione al 102′ è stata interrotta da un fallo di Muharemović che avrebbe potuto meritare un cartellino rosso, ma l’arbitro Turpin ha invece optato per il giallo. Oltre a Palestra, anche il portiere Elia Caprile ha attirato l’attenzione del settore tecnico federale, facendo parte del gruppo squadra nelle convocazioni di novembre e di marzo, senza però debuttare.

L’impronta di Riva sulla storia azzurra

La tradizione del Cagliari in Nazionale è legata in modo indissolubile a Gigi Riva. I suoi numeri definiscono un’eredità ineguagliabile: con 35 gol in 42 presenze, è ancora oggi il miglior marcatore nella storia della Nazionale, un primato che resiste da oltre mezzo secolo. Il suo percorso iniziò il 27 giugno 1965 in Ungheria e la prima rete arrivò con una tripletta contro Cipro nel 1967. Riva fu protagonista nella vittoria dell’Europeo del 1968, segnando il gol del 2-0 nella finale ripetuta contro la Jugoslavia. La sua leggenda si è poi consolidata in Messico ai Mondiali del 1970, con il gol del temporaneo 3-2 nella storica semifinale contro la Germania Ovest allo stadio Azteca. Un’epopea che ha dato il via a una tradizione che oggi, passando per tanti altri interpreti, arriva fino a Palestra.